Buona settimana! (dall'8 al 14 aprile 2019)

Buona settimana a tutti.

Ancora una volta, attraverso una scelta di misericordia, ci viene offerta la possibilità di riflettere sulle nostre azioni e pregiudizi.

Gesù è un esperto conoscitore dell’animo umano e come sempre sa toccare la profondità dell’uomo.

Senza giudicare alcuno, risveglia i valori dell’essere umano:

- onestà e umiltà nel riconoscere, ammettere e vedere le proprie debolezze e mancanze

- perdono delle mancanze altrui, come diretta conseguenza del riconoscerci tutti “sulla stessa barca” (fragili nell’errare e bisognosi di misericordia)

“… si chinò e si mise a scrivere col dito per terra…”chissà cosa scriveva… i peccati, i nomi dei presenti? Parole di misericordia…o era un modo per non guardarli negli occhi, affinchè ognuno fosse costretto a “guardarsi dentro”?

…e se gli altri non ti condannano, se Dio ti perdona…allora si è pronti per una vita nuova, migliore.

Per approfondire:

Ø Un video: SEGNI DI PERDONO

Ø Il Vangelo:

- CON IMMAGINI

- ANIMATO

- PER I BAMBINI

Ø Dai film:

- GESU’ DI NAZARETH

- LA BIBBIA

Ø Canti:

- CHI E’ SENZA PECCATO

Ø una omelia di Mons. Monari DONNA NON SARAI RIVESTITA DI PIETRE (allegato)

Buona settimana con l’impegno:

- a “vedere gli altri con occhiali nuovi” (la vista è il senso da esaminare questa settimana a catechismo) (un cortometraggio: GUARDARE OLTRE)

- a non giudicare (ricordiamo sempre la mano con quel dito accusatore rivolto all’accusato…e le tre dita rivolte verso di noi)

…con la consapevolezza di S.Paolo: “Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla, perché anch’io sono stato conquistato da Cristo Gesù”

Maria Olga

Questa settimana:

11 aprile S. GEMMA GALGANIhttp://www.stgemmagalgani.com http://www.santiebeati.it/dettaglio/31800http://it.cathopedia.org/wiki/Santa_Gemma_Galgani

12 aprile S. GIUSEPPE MOSCATIhttp://www.santiebeati.it/dettaglio/77850

http://www.sangiuseppemoscati.it/sangiuseppemoscati.it/intro.html

13 aprile BEATO ROLANDO RIVIhttp://www.santiebeati.it/dettaglio/92787 http://www.rolandorivi.eu

IL SEGNALE Bruno Ferrero da La Vita è tutto quello che abbiamo

Un giovane era seduto da solo nell’autobus; teneva lo sguardo fisso fuori del finestrino. Aveva poco più di vent’anni ed era di bell’aspetto, con un viso dai lineamenti delicati. Una donna si sedette accanto a lui. Dopo avere scambiato qualche chiacchiera a proposito del tempo, caldo e primaverile, il giovane disse, inaspettatamente: Sono stato in prigione per due anni. Sono uscito questa mattina e sto tornando a casa. Le parole gli uscivano come un fiume in piena mentre le raccontava di come fosse cresciuto in una famiglia povera ma onesta e di come la sua attività criminale avesse procurato ai suoi cari vergogna e dolore. In quei due anni non aveva più avuto notizie di loro. Sapeva che i genitori erano troppo poveri per affrontare il viaggio fino al carcere dov’era detenuto e che si sentivano troppo ignoranti per scrivergli. Da parte sua, aveva smesso di spedire lettere perchè non riceveva risposta. Tre settimane prima di essere rimesso in libertà, aveva fatto un ultimo, disperato tentativo di mettersi in contatto con il padre e la madre. Aveva chiesto scusa per averli delusi, implorandone il perdono. Dopo essere stato rilasciato, era salito su quell’autobus che lo avrebbe riportato nella sua città e che passava proprio davanti al giardino della casa dove era cresciuto e dove i suoi genitori continuavano ad abitare. Nella sua lettera aveva scritto che avrebbe compreso le loro ragioni. Per rendere le cose più semplici, aveva chiesto loro di dargli un segnale che potesse essere visto dall’autobus. Se lo avevano perdonato e lo volevano accogliere di nuovo in casa, avrebbero legato un nastro bianco al vecchio melo in giardino. Se il segnale non ci fosse stato, lui sarebbe rimasto sull’autobus e avrebbe lasciato la città, uscendo per sempre dalla loro vita. Mentre l’automezzo si avvicinava alla sua via, il giovane diventava sempre più nervoso, al punto di aver paura a guardare fuori del finestrino, perchè era sicuro che non ci sarebbe stato nessun fiocco. Dopo aver ascoltato la sua storia, la donna si limitò a chiedergli: Cambia posto con me. Guarderò io fuori del finestrino. L’autobus procedette ancora per qualche isolato e a un certo punto la donna vide l’albero. Toccò con gentilezza la spalla del giovane e, trattenendo le lacrime, mormorò: Guarda! Guarda! Hanno coperto tutto l’albero di nastri bianchi.

Siamo più simili a bestie quando uccidiamo. Siamo più simili a uomini quando giudichiamo. Siamo più simili a Dio quando perdoniamo. LO SGUARDO COMPASSIONEVOLE E MISERICORDIOSO DI CRISTO

«Un giorno stavo parlando con uno studente nel mio studio, e sul cavalletto avevo appena finito di dipingere un volto di Cristo di grandi dimensioni. Ho chiesto allo studente:

-Secondo te, chi guarda Cristo?

-Guarda me.

Poi gli ho detto di alzarsi, di continuare a guardare Cristo e, passo per passo, lentamente, venire dalla mia parte. Gli ho chiesto di nuovo:

-Adesso sei da solo, hai la testa piena di pensieri cattivi, violenti. E Cristo?

-Mi guarda, risponde.

Al passo successivo gli dico:

-Sei con i tuoi amici, ubriaco, di sabato sera. E Cristo?

-Mi guarda, risponde ancora.

Ancora un altro passo gli chiedo:

-Ora sei con la tua fidanzata, e vivi la sessualità nel modo in cui hai parlato, che ti turba la

memoria. E Cristo?

-Mi guarda con una grande compassione.

-Ecco, gli dico, quando sentirai addosso in tutte le circostanze della tua vita questo sguardo compassionevole e misericordioso di Cristo, sarai una persona veramente spirituale, sarai di nuovo completamente integro, vicino a ciò che possiamo chiamare pace interiore, serenità dell'anima, felicità della vita».

(M.I. RUPNIK, Paternità spirituale: un cammino regale per l’integrazione personale)

Signore Gesù,

aiutaci a tenere gli occhi bene aperti,

a guardare con gli occhi del cuore

le persone che incontriamo ogni giorno,

a riconoscere in esse la tua presenza.

Signore insegnaci

a guardare oltre le apparenze,

a saper cogliere nel profondo

le fragilità e le richieste di aiuto

dei fratelli bisognosi.

Donaci di saper ricambiare

il tuo sguardo d’amore

che instancabile si posa su di noi

e ci invita a gesti di perdono. Amen

LE LENZUOLA SPORCHE

Una coppia di sposi novelli andò ad abitare in una bella zona molto tranquilla della città. Una mattina, mentre bevevano il caffè insieme, il giovane marito si accorse, guardando attraverso la finestra aperta, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria dal terrazzo e disse: "Ma guarda com'è sporca la biancheria di quella vicina! Non è capace di lavare? O forse, ha la lavatrice vecchia che non funziona bene? Oppure dovrebbe cambiare detersivo!... Ma qualcuno dovrebbe dirle di lavare meglio! O dovrebbe insegnarli come si lavano i panni!". La giovane moglie guardò e rimase zitta.

La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento perché si asciugasse.

Dopo qualche tempo, una mattina l'uomo si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva la sua biancheria pulitissima e disse alla giovane moglie: "Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà detto come si fa?".

La giovane moglie gli rispose: "Caro, nessuno le ha detto e le ha fatto vedere, semplicemente questa mattina, io mi sono alzata presto come sempre per prepararti la colazione, ho preso i tuoi occhiali e ho pulito le lenti!".

...Ed è proprio così anche nella vita... Prima di criticare è bene guardare se il nostro cuore e la nostra coscienza sono "pulite". Allora vedremo più chiaramente la bellezza di chi ci vive accanto.

Allegati:

- Angelus di papa Francesco

- Omelia do mons. Luciano Monari

- Liturgia della Parola

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