Buona settimana! (dal 22 al 28 ottobre 2018)

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Buona settimana a tutti.

“..chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti::.”

La Liturgia di questa domenica ci presenta un tema fortemente “moderno” ed attuale: la tentazione del potere. E’ una tentazione che non ha risparmiato neppure gli apostoli, che pure qualcosina avrebbero dovuto impararla stando accanto a Gesù. Accanto ad una persona capace di compiere tutti quei miracoli, che afferma di avere un Regno, Regno che stava arrivando, anche loro si sentono “grandi” e in qualche modo potenti. Anzi sembra quasi che “pretendano” una sorta di riconoscimento da parte di Gesù, che possa in qualche modo premiare la loro fedeltà. Ragionano in termini umani: infatti anche oggi, quanti si sentono importanti accanto a “chi conta”? Il potere è decisamente la tentazione (o l’atteggiamento?) di molti che nel mondo hanno responsabilità verso nazioni, popoli, comunità, aziende... Ancora più: quante volte noi, dicendoci cristiani, frequentando i momenti comunitari domenicali e non, ci sentiamo quasi in diritto di essere ascoltati ed esauditi da Dio? Come se dovesse ricompensarci in qualche modo?

Ma come con gli Apostoli, anche a noi Gesù insegna a coniugare potere con responsabilità e servizio. Per lui arriverà fino al dono totale di se’ sulla croce.

Vangelo per i bambini https://www.youtube.com/watch?v=5jPBJp0fs3I

Il vero potere nella Chiesa è il servizio https://www.youtube.com/watch?v=HquzYPDPGq0

Il Papa ai potenti della terra https://www.youtube.com/watch?v=5Y6SG2fYNs0

Oggi è stata celebrata anche la giornata missionaria Mondiale: per approfondire il tema https://www.missioitalia.it/giovani-per-il-vangelo-e-lo-slogan-della-giornata-missionaria-mondiale-2018/

Allego il messaggio a sua volta trasmesso dal Papa per tale giornata.

I Santi che vengono ricordati questa settimana (e sono davvero tanti e “super”) hanno vissuto una vita a servizio degli altri. Tra questi indubbiamente Giovanni Paolo II, incredibile uomo e Papa.

22 OTTOBRE: S.GIOVANNI PAOLO II Su di lui c’è tantissima documentazione. La più completa: http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it.html

Avrei scelto alcuni ricordi:

- fuori onda

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- un bel video

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- il Papa e i giovani

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- un amante del sorriso

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- un video della sua vita per bambini (anche se un po’ veloce)

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- NON ABBIATE PAURA: spalancate le porte a Cristo: discorso

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interpretata dal Coro dell’Antoniano

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- video ufficiale per la beatificazione

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  • Il testamento ai giovani ​​XL

24 ottobre: SAN LUIGI GUANELLA http://www.santiebeati.it/dettaglio/75000 http://www.donguanellasanto.org/

25 ottobre: BEATO CARLO GNOCCHI http://www.santiebeati.it/dettaglio/91128 http://it.cathopedia.org/wiki/Beato_Carlo_Gnocchi

Buona settimana, con l’augurio di serenità nella prova (per chi tra noi vive momenti di sofferenza a vari livelli), di consapevolezza delle responsabilità che abbiamo nella famiglia, nel lavoro, nella comunità, con l’umiltà di esserne al servizio, perché insieme si possa crescere.

Maria Olga

IL SOGNO DEI TRE CEDRI DEL LIBANO

Racconta una vecchia leggenda che nelle belle foreste dei Libano nacquero tre cedri. Come tutti sappiamo, i cedri impiegano molto tempo a crescere e questi alberi trascorsero interi secoli riflettendo sulla vita la morte, la natura e gli uomini.

Assistettero all'arrivo di una spedizione da Israele inviata da Salomone e, più tardi, videro la terra ricoprirsi di sangue durante la guerra con gli Assiri. Conobbero Gezabele e il profeta Elia, mortali nemici. Assistettero all'invenzione dell'alfabeto e s'incantarono, a guardare le carovane che passavano, piene di stoffe colorate. Un bel giorno, si misero a conversare sul futuro.

"Dopo tutto quello che ho visto - disse il primo albero - vorrei essere trasformato nel trono dei Re più potente della terra".

"A me piacerebbe far parte di qualcosa che trasformasse per sempre il Male in Bene", spiegò il secondo.

"Per parte mia, vorrei che gli uomini, tutte le volte che mi guardano, pensassero a Dio", fu la risposta del terzo.

Ma dopo un po' di tempo apparvero dei boscaioli e i cedri furono abbattuti e caricati su una nave per essere trasportati lontano. Ciascuno di quegli alberi aveva un suo desiderio ma la realtà non chiede mai che cosa fare dei sogni.

Il primo albero servì per costruire un ricovero per gli animali e il legno avanzato fu usato per contenere il fieno. Il secondo albero diventò un tavolo molto semplice che fu venduto ad un commerciante di mobili. E poiché il legno del terzo albero non trovò acquirenti, fu tagliato e depositato nel magazzino di una grande città.

Infelici, gli alberi si lamentavano: "Il nostro legno era buono ma nessuno ha trovato il modo di usarlo per costruire qualcosa di bello!".

Passò il tempo e, in una notte piena di stelle, una coppia di sposi che non riusciva a trovare un rifugio dovette passare la notte nella stalla costruita con il primo albero. La moglie gemeva in preda ai dolori del parto e finì per dare alla luce lì suo figlio, che adagiò tra il fieno, nella mangiatoia di legno. In quel momento il primo albero capì che il suo sogno era stato esaudito: il bambino che era nato lì era il più grande di tutti i re mai apparsi sulla Terra.

Anni più tardi, in uno casa modesta, alcuni uomini si sedettero attorno al tavolo costruito con il legno del secondo albero. Uno di loro, prima che tutti incominciassero a mangiare, disse alcune parole sul pane e sul vino che aveva davanti a sé. E il secondo albero comprese che, e Dio.

Il giorno seguente prelevarono dal magazzino due pezzi del terzo cedro e li unirono a forma di croce. Lasciarono la croce buttata in un angolo e alcune ore dopo portarono un uomo barbaramente ferito e lo inchiodarono al suo legno. Preso dall'orrore, il cedro pianse la barbara eredità che la vita gli aveva lasciato. Prima che fossero trascorsi tre giorni, tuttavia, il terzo albero capì il suo destino: l'uomo che era stato inchiodato al suo legno era ora la Luce che illuminava ogni cosa. La croce che era stata costruita con il suo legno non era più il simbolo di una tortura ma si era trasformata in un simbolo di vittoria.

Come sempre avviene nei sogni, i tre cedri dei Libano avevano visto compiersi il destino in cui speravano, anche se in modo diverso da come avevano immaginato.

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