Buona settimana! (dal 15 al 21 ottobre 2018)

Buona settimana a tutti.

Cosa veramente rende libero e felice l’uomo, da non desiderare null’altro, neppure “tutto l’oro del mondo”?

Secondo Gesù e il Libro della Sapienza la prudenza e la sapienza sono i doni più grandi, elargiti da Dio attraverso una richiesta (preghiera) (quindi occorre chiedere!).

Eppure noi costantemente cerchiamo altre cose: il benessere, la salute, la conoscenza…la felicità!

Tutte cose legittime: Gesù, quando vide il giovane, un bravo giovane, osservante della religione “lo amò” e sicuramente questo amore non venne meno neppure quando il giovane non se la sentì di seguirlo fino in fondo, rinunciando alle sue certezze materiali.

Non è facile rinunciare a tutto ciò che possiedo, che riempie la mia vita e che ritengo indispensabile…neanche se la promessa è avere in cambio “molto di più”.

Eppure chi c’è riuscito …penso a chi fa o ha fatto esperienze di volontariato presso i più poveri (con “poveri” intendo una vasta gamma di persone), può testimoniare di avere ricevuto da queste esperienze, da queste scelte, molto di più di quanto avesse donato.

Il racconto di questo incontro tra Gesù e il giovane ricco è stato presentato in diverse modalità:

Ø attraverso immagini di film

Ø una moderna interpretazione:

Ø canto di Claudio Chieffo GIOVANE RICCO

Cosa sia la Sapienza, lo spiega sinteticamente il Papa

Quindi la Sapienza consiste nel “vedere tutto con gli occhi di Dio”, è quella luce interiore che ci permette di accettare, capire, perdonare, saper discernere, scegliere….amare come ama Lui!

Come ci ricorda il Papa nell’Omelia di oggi per la canonizzazione di Papa Paolo VI, Oscar Romero e altri, per far parte del regno di Dio occorre “lasciare quello che appesantisce il cuore”.

Per comprenderne il significato:

C’è anche una meditazione

Oggi è stato canonizzato Papa Paolo VI. Tutto su di lui, per conoscerlo meglio: http://w2.vatican.va/content/paul-vi/it.html

Allego una meditazione su Paolo VI da parte del vescovo Luciano Monari tenutasi a Lamezia Terme il 13 maggio 2015.

I Santi si questa settimana, testimoni di Sapienza:

14 ottobre: S.CALLISTO I, PAPA http://www.santiebeati.it/dettaglio/29550http://it.cathopedia.org/wiki/Papa_Callisto_I

15 ottobre:

Ø SANTA TERESA D’AVILA:http://www.santiebeati.it/dettaglio/24850http://it.cathopedia.org/wiki/Santa_Teresa_di_Ges%C3%B9

Ø FESTA DELLE NOSTRE CASE DELLA CARITÀ per saperne di più: http://www.casadellacarita.it/

16 ottobreSANTA MARGHERITA MARIA ALACOQUEhttp://www.santiebeati.it/dettaglio/29650 http://it.cathopedia.org/wiki/Santa_Margherita_Maria_Alacoque

17 ottobre: S.IGNAZIO DI ANTIOCHIA http://www.santiebeati.it/dettaglio/24900 http://it.cathopedia.org/wiki/Sant'Ignazio_di_Antiochia

17 ottobre giornata mondiale contro la povertà

18 ottobre: S.LUCA EVANGELISTA http://www.santiebeati.it/dettaglio/21800http://it.cathopedia.org/wiki/San_Luca_evangelista

Buona settimana quindi con la richiesta del dono della Sapienza per riuscire a lasciare andare ciò che appesantisce il cuore, cercare di vedere tutto (gli altri, gli avvenimenti, il lavoro, la quotidianità, le difficoltà…) con gli occhi di Dio.

Maria Olga

LA SAPIENZA è la capacità di penetrare nel senso profondo dell’essere, della vita e della storia, andando oltre la superficie delle cose e degli eventi per scoprirne il significato ultimo, voluto dal Signore.

(Giovanni Paolo II)

IL MAESTRO SAGGIO

Un famoso sultano d’Oriente da qualche tempo si sentiva depresso (succede anche ai potenti). Convocò, allora, i maghi più brillanti del suo regno e raccontò loro gli sbalzi continui di umore, che lo facevano passare dall’esaltazione per un successo alla delusione per un contrattempo. Li pregò, quindi, di trovargli un “portafortuna” per riacquistare tranquillità.

I maghi declinarono l’invito. Nessuno se la sentiva di rischiare tanto con il sultano.

Per ultimo si fece avanti un vecchi maestro di saggezza e disse: “Mio signore, ti porterò io il portafortuna. Basterà che tu legga la formula magica che vi farò incidere sopra e se sarai triste ritroverai la gioia, se sarai fuori di testa ritroverai la calma”.

Il giorno seguente si presentò con l’oggetto promesso e lo presentò sotto gli occhi incuriositi dei colleghi. Il sultano lo prese e lo lesse: “Passerà anche questa…”.

In quell’istante si dileguò la sua amarezza per la sconfitta subita dal suo esercito il giorno prima.

Che cosa insegna il piccolo slogan inciso nel portafortuna? Prenderlo sul serio è un atto di sapienza o di semplice fatalismo?

Storia tratta dall’articolo “ La SAPIENZA ”,MONDO ERRE” -ELLE DI CI- 6-20 maggio 1998 -Testo di Valerio Bocci & Giuseppe Pelizza)

Dio è come lo zucchero

Mancavano cinque minuti alle 16. Trenta bambini, tutti della quinta elementare, quel pomeriggio, erano eccezionalmente irrequieti, agitati, emozionati, chiassosi, rumorosi. Alle ore 16 in punto arrivò la maestra per iniziare l'esame scritto di catechismo: i promossi sarebbero stati ammessi alla prima comunione, esattamente una settimana dopo. Immediatamente un silenzio generale piombó nella sala dove erano seduti i bambini in attesa delle domande.

Prima domanda: "Chi mi sa dire con parole sue chi è Dio?", cominció a dettare la maestra. Seconda domanda: "Come fate a sapere che Dio esiste, se nessuno l'ha mai visto?".

Dopo venti minuti, tutti avevano consegnate le risposte. La maestra lesse ad una ad una le prime ventinove; erano piú o meno ripetizione di parole dette e ascoltate molte volte: "Dio è nostro Padre, ha fatto la terra, il mare e tutto ciò che esiste" Le risposte erano esatte, per cui si erano guadagnati la promozione alla Prima Comunione.

Poi chiamò Ernestino, un piccolo vispo bambino biondo, lo fece avvicinare al suo tavolo e gli consegnò il suo foglietto, dicendogli di leggerlo ad alta voce davanti a tutti i suoi compagni. Ernestino, temendo una pesante umiliazione davanti a tutta la classe, con la conseguente bocciatura, cominciò a piangere. La maestra lo rassicurò e lo incoraggiò. Singhiozzando Ernestino lesse:

"Dio è come lo zucchero che la mamma ogni mattina scioglie nel latte per prepararmi la colazione. Io non vedo lo zucchero nella tazza, ma se la mamma non lo mette, ne sento subito la mancanza. Ecco, Dio è così, anche se non lo vediamo. Se lui non c'è la nostra vita è amara, è senza gusto".

Un applauso forte riempì l'aula e la maestra ringraziò Ernestino per la risposta così originale, semplice e vera. Poi completò: "Vedete bambini, ciò che ci fa saggi non è il sapere molte cose, ma l'essere convinti che Dio fa parte della nostra vita".

Se la nostra vita è amara, forse è perché manca lo zucchero...

Allegati:

- S. Messa e canonizzazione dei beati Papa Paolo VI e mons. Oscar Romero

- Meditazione del vescovo Luciano Monari su Paolo VI

- Letture XXVIII domenica tra l'anno

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