Buona settimana! (dall'1 al 7 aprile 2019)

Buona settimana a tutti.

Ancora una volta la Liturgia, in questo cammino verso la Pasqua, ci fa incontrare la misericordia di Dio, attraverso la magnifica parabola del Figliol prodigo (o Padre misericordioso). E una delle più belle e , ovviamente, più note…pensiamo di conoscerla a fondo, ma ogni volta si può scoprire un aspetto precedentemente trascurato. Il Papa, nell’omelia di oggi in Marocco spiega splendidamente il brano evangelico, per cui invito alla lettura. (v. allegato)

La mia riflessione cerca di concretizzare i tre personaggi della Parabola.

IL PADRE: lo capisco benissimo, so cosa significhi amare i propri figli, aspettare il loro ritorno (sia pure solo da una serata fuori o da un viaggio), so cosa significhi potermi finalmente addormentare in pace perché tutti sono rientrati, so cosa significhi accettare scelte dei figli non sempre da me condivise, so cosa significhi dover far capire ad un figlio che non si fanno preferenze tra figli e che si cerca di non essere “ingiusti”, so cosa significhi perdonare un figlio (certo, per fortuna non cose così “gravi”)…

ma non so proprio come quel Padre Misericordioso abbia fatto ad accettare la decisione del figlio di pretendere l’eredità e di andarsene, senza discutere!!

Io non sarei riuscita senza controbattere, discutere e cercare di convincere …

Così come, una volta tornato, avrei fatto fatica a non dirgli: “te l’avevo detto!”

Ma Dio Padre è talmente rispettoso della libertà di scelta da accettare anche le nostre scelte sbagliate…e, nonostante i nostri tradimenti, allontanamenti, errori, aspetta che “torniamo indietro”!!!

IL FIGLIO PRODIGO (spendaccione, che fa scelte sbagliate, che abbandona la famiglia che l’ha accolto, cresciuto, amato, il ragazzo che si “perde”, che non si “comporta da figlio”, che frequenta cattive compagnie…): quante volte “cadiamo”come lui!

E ci tocca “toccare il fondo” a volte, per “rientrare in noi stessi” ne ricordare quanto abbiamo perduto!

...e a volte “ritorniamo” solo perché “abbiamo fame”!

FIGLIO MAGGIORE: quante volte ci siamo sentiti “indignati” perché “quello là” (chi non è bravo, chi ha sbagliato, chi è stato graziato quando non lo meritava…) sembra essere trattato meglio di me “che sono bravo/a”, che compio sempre il mio dovere.

Per approfondire:

- DUE BELLE SPIEGAZIONI ATTRAVERSO IL DISEGNO

- Dal film Gesù di Nazareth

- Un film solo musica ed immagini

- GESU’

- UNA ATTUALIZZAZIONE“MODERNA”

- Le parole di don Monari (commenta sia della parabola del buon Samaritano, che quella del Figliol prodigo)

- Bella è l’attualizzazione nel film su S.Filippo Neri PREFERISCO IL PARADISO

- Canto IL FIGLIOL PRODIGO

- e un altro

- Canto FIGLIOL PRODIGO Gen Verde – Ritornando

- ABBRACCIAMI GESU’

- (con immagini del film 7KM DA GERUSALEMME)

- CARTONI ANIMATI

- COMMENTO DI PADRE ENZO BIANCHI

- PAROLE DI PAPA FRANCESCO

- UNA MEDITAZIONE DI MONS. MONARI (allegata)

- Una scheda didattica (allegata)

Per rivedere il viaggio del Papa in Marocco http://w2.vatican.va/content/francesco/it/travels/2019/outside/documents/papa-francesco-marocco-2019.html

Questa settimana:

2 aprile S. FRANCESCO DA PAOLA http://www.santiebeati.it/dettaglio/26550http://it.cathopedia.org/wiki/San_Francesco_di_Paola

2 aprile ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI GIOVANNI PAOLO II (2 aprile 2005)

4 aprile SAN FRANCESCO MARTO

http://www.santiebeati.it/dettaglio/53060http://it.cathopedia.org/wiki/San_Francesco_di_Paola

Buona settimana con la gioia dell’essere perdonati e con la scoperta del “tatto”(il senso su cui si è riflettuto a catechismo), per imparare ad abbracciare, accogliere e perdonare

https://www.youreduaction.it/il-bellissimo-video-dellaltruismo-da

Canto: MANI

Maria Olga

LE MANI DI GESÙ

Maggio 1945.

La Seconda Guerra Mondiale era finita.

La Germania, sconfitta, era stata occupata dalle truppe americane, inglesi e russe.

In una cittadina tedesca, una compagnia di soldati americani aveva deciso di ricostruire la chiesa, completamente distrutta dalle bombe.

Durante lo sgombro delle macerie, un soldato trovò fra i calcinacci la testa di un Gesù crocifisso molto antico.

Colpito dalla bellezza di quel volto, lo mostrò ai compagni.

“Cerchiamo gli altri pezzi e ricostruiamo il crocifisso”, propose uno.

Si misero a cercare tutti con pazienza fra le macerie.

Rovistando qua e là, soprattutto vicino all’altare, trovarono molti frammenti del crocifisso.

Con calma, due soldati tentarono di ricomporre il crocifisso frantumato.

Ma nessuno riuscì a trovare le mani di Gesù.

Quando la chiesa fu ricostruita, anche il crocifisso riprese il suo posto sull’altare. Mancavano soltanto le mani.

Ma un soldato collocò ai piedi del crocifisso un cartello con queste parole:

“Ora ho soltanto più le tue mani”.

Oggi Cristo ha bisogno delle mani dei suoi amici per continuare a salvare il mondo.

Ha bisogno di tante mani per toccare i malati, spezzare il pane dell’Eucaristia, accarezzare i bambini e i poveri.

LA GIOIA DI UN GENITORE

Amici della Zizzi

Che gioia grande per un genitore l'essere in perfetta sintonia con il proprio figlio. Che gioia grande quando un figlio difende l'operato di un genitore e si immedesima talmente in lui da portare avanti gli stessi principi e valori. Questo non significa un'identità, un appiattimento, un essere accondiscendente su tutto, è qualcosa che va al di là di ogni significato della parola amore. Vuol dire che un genitore ha saputo trasmettere al proprio figlio l'essenza della vita.

Che gran dolore quando questo non accade. Quando vediamo i nostri figli ribellarsi a noi, quando vediamo che vanno contro quelli che per noi sono principi basilari da sempre. Quando vediamo un figlio che ruba, che risponde male ad un rimprovero, che non studia. Gran dolore non significa "non amore", anzi, forse è in quei momenti che un genitore ama maggiormente il proprio figlio. E' lui il "malato" per cui pregare, è lui che va sostenuto e cercato di capire, è lui che va amato più di ogni altra cosa con i suoi errori, debolezze, mancanze, affinché senta nel suo cuore quanto sia grande la forza dell'amore, che va al di là di forme ed atteggiamenti sbagliati.

Ecco, noi spesso ci comportiamo come questi figli nei confronti di Dio. Ci ribelliamo, andiamo contro i Suoi principi, ma il Signore continua ad amarci, continua ad avere la speranza che possiamo rinsavire, che possiamo tornare sulla retta via. Al Signore non interessa quanto abbiamo sbagliato o quanto sbaglieremo, a Lui interessa che prima o poi si capisca di aver sbagliato, si alzi gli occhi al cielo e si dica "perdonami" con il cuore e con l'anima prima che con le parole.

Tutti noi sbagliamo, ma nessuno di noi potrà mai fare errori tanto grandi da non poter essere perdonato da Dio, così come faremmo noi per nostro figlio.

IL CUORE DI DIO Bruno Ferrero, Solo il vento lo sa

Una catechista aveva raccontato ai suoi ragazzi del catechismo la parabola del figliol prodigo, ma si era accorta che dopo un po' molti si erano distratti. Allora aveva chiesto che gliene scrivessero il riassunto.

Uno di loro scrisse così: «Un uomo aveva due figli, quello più giovane però non ci stava volentieri a casa, e un giorno se ne andò via lontano, portando con sé tutti i soldi. Ma ad un certo punto questi soldi finirono e allora il ragazzo decise di tornare a casa perché non aveva neanche da mangiare. Quando stava per arrivare, suo padre lo vide e tutto contento prese un bel bastone e gli corse incontro. Per strada incontrò l'altro figlio, quello buono, che gli chiese dove stava andando così di corsa e con quell'arnese: "E' tornato quel disgraziato di tuo fratello; dopo quel che ha fatto si merita un bel po' di botte!". "Vuoi che ti aiuti anch'io, papà?". "Certo", rispose il padre.

E così, in due, lo riempirono di bastonate. Alla fine il padre chiamò un servo e gli disse di uccidere il vitello più grasso e di fare una grande festa, perché s'era finalmente tolto la voglia di suonargliele a quel figlio che gliel'aveva combinata proprio grossa!».

Capire la logica del cuore di Dio è difficile per tutti.

Allegati:

- il papa in Marocco

- mons. Luciano Monari

- Liturgia della Parola

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