Buona settimana! (dal 4 al 10 settembre 2017)


Buona settimana a tutti.

E’ arrivato il tanto atteso fresco, accompagnato, come previsto, da temporali. Siamo passati dagli incendi all’acqua, che sicuramente è più terribile, quando si scatena. Quando impareremo a trattare meglio la natura?

E’ tempo di programmi e buoni propositi (per studenti e docenti). A proposito di docenti vi invito a leggere l’articolo SE LA SCUOLA HA BISOGNO DI UNA SVOLTA, scritto da Alessandro D’Avenia: fa decisamente riflettere.

Così come fa riflettere il Vangelo che ci viene proposto oggi: Pietro che, dopo la professione di fede in Gesù e la successiva “nomina” a guida del gruppo degli Apostoli, viene apostrofato da Gesù come “Satana”, ossia colui che divide, perché “ha ragionato da uomo” e non da seguace di Cristo. Pietro infatti si rifiuta di accettare ciò che Gesù preannuncia: l’insuccesso, la sofferenza, la “sconfitta”, la morte. Quello che crea scandalo è un Dio che va volontariamente in croce. Per chi poi? Per noi, che non capiamo, che troviamo ogni pretesto per litigare, per vedere i difetti negli altri e non in noi stessi, che pretendiamo sempre di avere ragione,… che ci ostiniamo a cercare tante piccole felicità e non quella vera. Eppure il Salmo recita: “ha sete di Te, Signore, l’anima mia”.

Tutti sperimentiamo che non siamo mai appagati, non siamo mai sazi, non siamo mai contenti, neppure di tutte le cose che ci circondano, perché il nostro essere anela ad Altro, ha “sete” di Altro.

Per raggiungerlo occorre “abbracciare” la propria croce. Quella/quelle che la vita ci porta. La cosa bella è che Gesù non dice: “Vai a cercare una croce e indossala”, ma ci dice di farci carico di ciò che ci capita nella vita. Niente più, niente “di più”. Ci sono due bei racconti che allego e che ci aiutano a capire.

C’è poi l’altra espressione: “rinneghi se stesso”. Non significa considerarsi un nulla, ma saper riscoprire la bellezza che Dio ha messo in ognuno di noi e che noi abbandoniamo quando compiamo il male. Lo spiega bene Padre Raniero Cantalamessa nel commento che allego.

Come sempre quindi l’invito è tendere alla meta finale, che è l’incontro con il Risorto. Questo percorso è la vita e ognuno deve vivere la propria in pienezza, non avendo timore a “caricarsi sulle spalle” anche gli eventuali ostacoli. La meta finale è, come sappiamo, la gioia infinita del Paradiso.

Tanti davvero sono i Santi di questa settimana, oltre ad una festa dedicata a Maria.

3 settembre: S. GREGORIO MAGNO

4 settembre: S. MOSE’

5 settembre: S.TERESA DI CALCUTTA

Per saperne di più su questa grande Santa: 1, 2, 3, cartone animato

6 settembre: S.ZACCARIA

8 settembre: NATIVITÀ DI MARIA

Per noi è la festa della Madonna della Ghiara.

Buona settimana, con l’augurio di riuscire a colmare la sete di infinito che portiamo dentro… e auguriamo al Papa un fruttuoso viaggio in Colombia.

Maria Olga

DOLORI E SOFFERENZE

(San Giovanni Bosco)

Le spine che ci pungono nel tempo, saranno fiori per l'eternità.

VIENI SIGNORE GESÙ

Quando il nostro cuore si svuota della speranza e si riempie di scoraggiamento. Quando il nostro cuore si svuota dell'amore e si riempie di rancore. Quando il nostro cuore si svuota della luce e si riempie di incertezze sulle scelte da fare. Quando il nostro cuore è stanco e affaticato per il peso della croce che portiamo. Quando il nostro cuore si svuota della Grazia e si riempie del peccato. Quando il nostro cuore non ti riconosce e non ti vede nella vita quotidiana, e si riempie di sfiducia. Vieni Signore Gesù e riempi il nostro cuore di te!

SERVIRE DIO

(San Giovanni delle Croce, Sentenze, n.70)

A che serve che tu dia al Signore una cosa quando da te ne richiede un'altra? Rifletti a quello che Dio vuole e compilo; per questa via il tuo cuore sarà soddisfatto più che con quelle cose alle quali ti porta la tua inclinazione.

IN UN MOMENTO DI ONESTÀ

(Madre Teresa di Calcutta)

Signore, quando credo che il mio cuore sia straripante d'amore e mi accorgo, in un momento di onestà, di amare me stesso nella persona amata, liberami da me stesso.

Signore, quando credo di aver dato tutto quello che ho da dare e mi accorgo, in un momento di onestà, che sono io a ricevere, liberami da me stesso.

Signore, quando mi sono convinto di essere povero e mi accorgo, in un momento di onestà, di essere ricco di orgoglio e di invidia, liberami da me stesso.

E, Signore, quando il regno dei cieli si confonde falsamente con i regni di questo mondo, fa' che io trovi felicità e conforto solo in Te.

Angelus

22 domenica del T. O.

Portare la propria croce

Rinnegare se stessi.

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